Fitoterapia

“Ricordati che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie” 

(Galeno)

 

Origine della Fitoterapia 

 

La fitoterapia dal greco phyton (pianta) e therapeia (cura) è la più antica espressione della medicina dell’uomo, basata sulla somministrazione di piante medicinali a scopo terapeutico. La fitoterapia nasce con l’uomo e si evolve attraverso fasi storiche: empirica, interpretativa, sperimentale fino alla moderna fitoterapia scientifica. La prima fase è caratterizzata dall’intuizione dell’uomo primitivo, dalle osservazioni popolari e dalla raccolta di esperienze. La fase interpretativa esprime modelli che colgono il collegamento fra uomo e ambiente circostante. La fase sperimentale raccoglie e cataloga osservazioni ripetute per ogni singola pianta medicinale. Infine, la fase scientifica o moderna codifica le modalità di identificazione, raccolta, controllo e conservazione mediante tecniche perfettamente riproducibili che rendono in rimedio attendibile.

Le preparazioni fitoterapiche agiscono in virtù della presenza di principi attivi: flavonoidi, tannini, fenoli semplici, polifenoli, glicosidi (fenilpropanoidi antrachinoni glucosinolati, iridoidi glicosidi  cianogeniche), terpeni, terpenoidi e saponine (fitosteroli glicosidi cardioattive triterpeni), olii essenziali e resine, alcamidi, alcaloidi ecc.

 

Cos’ è e a cosa serve la Fitoterapia

 

Un crescente interesse e valore viene attribuito nei confronti del fitocomplesso, considerato come un’identità biochimica unitaria e dinamica che agisce grazie all’azione complementare e sinergica dei singoli componenti. Se si considera l’uomo un essere estremamente complesso, è analogamente comprensibile come il fitocomplesso esplichi sull’organismo un’azione armonica, “dolce” e non violenta. In tal modo la fitoterapia si propone nei confronti dei farmaci tradizionali come metodica terapeutica basata sull’impiego di fitocomplessi che riducono il rischio di tossicità e assuefazione. La ricchezza delle piante medicinali, la varietà delle indicazioni terapeutiche che deriva dal patrimonio delle osservazioni del passato, la ridotta tossicità rappresentano i principali aspetti favorevoli della fitoterapia.

La fitoterapia è in grado di offrire trattamenti specifici, svolgendo inoltre una notevole azione drenante. Questa tecnica terapeutica consiste nell’eliminazione delle tossine endogene (per esempio cataboliti ormonali) ed esogene (per esempio farmaci, sostanze contenute negli alimenti come coloranti e conservanti) mediante la stimolazione debole ma continuativa degli organi preposti all’eliminazione, i cosiddetti emuntori: cute, polmoni, fegato, reni, intestino. Il “drenaggio” è indicato soprattutto nella fase preparatoria a trattamenti più specifici e consentono una risposta migliore da parte dell’organismo, specie se si tratta di affezioni di vecchia data che hanno inficiato il tessuto interstiziale fra cellula e cellula.

Tossicità

 

Può certamente essere utilizzata come terapia complementare a trattamenti farmacologici già attivi e consolidati, pur conoscendo la modalità di interazione farmaco-pianta. In generale, la corretta somministrazione dei fitoterapici non presenta rischi di tossicità. Tuttavia è opportuno conoscere la potenziale tossicità di alcuni di essi, soprattutto se si tratta di donne in gravidanza, bimbi piccoli e anziani già sottoposti a specifiche cure farmacologiche.

Preparazioni fitoterapiche

 

I prodotti fitoterapici possono presentarsi sotto forma di Tinture Madri, Gemmoderivati, capsule o compresse (Estratti Secchi), Estratti Fluidi, oppure possono essere assunti tramite decotto o infuso.

 

Tintura Madre

 

Le Tinture Madri, indicate con la sigla T.M. sono preparazioni liquide risultanti dall’estrazione di un veicolo alcolico su pianta fresca raccolta nel suo habitat naturale durante il periodo balsamico. Il titolo alcolico è, in genere, del 10% calcolato in rapporto al peso della pianta disidratata. La macerazione alcolica deve prolungarsi per 21 giorni in recipienti neutri (generalmente acciaio inox).

Come agiscono le Tinture Madri

 

La differenza fondamentale tra la tintura classica e la tintura madre sta nella materia prima di partenza: la tintura classica è costituita da droga secca, mentre la tintura madre è realizzata utilizzando pianta fresca. Ciò permette una maggiore fedeltà estrattiva del fitocomplesso nel suo insieme, la massima quantità e qualità di principi attivi viene conservata per consentire all’uomo di fruire del benefici offerti dalla pianta così come essa li ha ideati nel corso della sua evoluzione.

Estratto Fluido

 

Rappresenta la forma più concentrata tra le preparazioni liquide e può essere utilizzato come tale o come ingrediente per la preparazione di pozioni, sciroppi, ecc. Si ottiene facendo macerare la pianta essiccata in un solvente, generalmente alcool etilico o anche glicerina, per un periodo di tempo variabile seconda della pianta. Gli estratti fluidi più comuni sono quelli idroalcoolici e quelli alcoolici. Negli estratti idroglicerici, l'alcool viene sostituito dalla glicerina.

 

Estratto Secco

 

Si prepara utilizzando l'estratto fluido dal quale, con opportune tecniche e a temperature non elevate, si fa evaporare il solvente, ottenendo una polvere finissima con una concentrazione elevatissima di fitocomplesso. Grazie alla titolazione, è possibile valutare con precisione il contenuto di uno o più principi attivi presenti nel fito complesso. Perché il prodotto possa esplicare un'adeguata attività terapeutica, tale contenuto non deve essere inferiore al livello minimo fissato dalle Farmacopee Ufficiali o, in assenza, da altri importanti studi scientifici. L'estratto secco contiene l'insieme delle sostanze attive presenti nella pianta, e non il materiale di supporto farmacologicamente inerte, per cui è altamente biodisponibile e quindi facilmente assorbibile dall'apparato digerente.  Triturando la droga secca, si ottengono le polveri che si distinguono in grossolane, grosse, semifini, fini e finissime. Nelle polveri la concentrazione dei principi attivi è bassa con limitata efficacia terapeutica, in quanto esse contengono tutti i componenti della droga vegetale, anche quelli che non svolgono attività terapeutica.

 

Tisana

 

La tisana è una preparazione appartenente alla categoria degli idroliti, definita come soluzione acquosa diluita di sostanze medicamentose, formate da fitocomplessi, assumibili per via orale. Una tisana si può preparare con una o con più erbe, in caso di miscele di erbe, essa si compone di elementi così schematizzabili:

  • il remedium cardinale (o rimedio di base): una o più droghe con principi specifici per la terapia in questione;

  • l'adiuvans (o adiuvante): una o più droghe capaci di sinergizzare con il rimedio di base;

  • il costituens (o complemento): una o più droghe in grado di conferire un aspetto piacevole;

  • il corrigens (o correttore): una o più droghe in grado di migliorare le caratteristiche organolettiche della tisana.

 

Nella preparazione di una tisana le erbe (fresche o secche) devono essere opportunamente sminuzzate (forma taglio tisana). Il grado di sminuzzamento è importante, in quanto può influire sull'estrazione dei principi attivi. In una tisana di più erbe le componenti devono essere tra loro omogenee; è importante infatti non mischiare le parti dure e quelle tenere delle piante. A causa dei problemi di interazioni sfavorevoli che possono insorgere, si consiglia, inoltre, di non superare le 5 erbe in una stessa tisana. Esistono diversi tipi di tisana a seconda del metodo estrattivo cui si ricorre: infuso, decotto e macerato.

Infuso

 

L'infuso è un tipo di tisana che viene utilizzata per estrarre principi attivi delle parti più delicate di una pianta officinale: fiori, parti erbacee e foglie. L'infuso viene preparato versando sulle parti idonee della pianta (tagliata in maniera opportuna), solitamente inserite in un apposito contenitore, dell'acqua bollente (o calda) e lasciando il tutto a contatto (in infusione), tenendo coperto il contenitore per dieci-quindici minuti. Passato questo periodo di tempo, si procede alla filtrazione, che si può effettuare con un normale passino, e dopo aver spremuto il residuo solido rimasto sul filtro, l'infuso si può dichiarare pronto.

Decotto

 

Il decotto è una forma di tisana che viene utilizzata al fine di poter estrarre i principi attivi, purché non siano termolabili, dalle parti della pianta che risultano essere più dure: radici, semi, corteccia o legno. Per preparare un decotto si utilizzano le parti d'interesse della pianta, opportunamente tagliate, e le si mettono nel recipiente di cottura insieme a dell'acqua, possibilmente distillata. Successivamente, il tutto viene portato a bollore, a fuoco lento, che viene mantenuto per un periodo variabile, in genere, tra i due ed i 15 minuti. Alla fine, lo si lascia intiepidire per circa 15 minuti, si filtra il liquido con un colino e lo si può assumere.

 

 

Gemmoderivati: vedi la sezione dedicata Gemmoterapia

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