Reflessologia plantare

Origine della reflessologia plantare

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La Reflessologia plantare ha una storia alquanto antica: i primi trattamenti realizzati massaggiando i piedi sono stati applicati in Cina ed India nel 5000 a.C. Tutt'ora è una disciplina abbastanza diffusa anche in Occidente.

Gli antichi cinesi consideravano l’essere umano come il risultato dell’espressione di una tensione tra due poli: il cielo e la terra. Il cielo sta in alto, sopra la testa, e significa creatività, attività; il cielo è ciò che dà inizio, il padre. La terra è sotto i piedi, è recettività, ciò che nutre e porta a compimento, la madre. Sostenevano che l’uomo primitivo vivesse in armonia con la natura e che il suo centro energetico più attivo fosse quello più in basso, più vicino alla terra. L’uomo, poi, evolvendosi, ha sviluppato l’intelligenza e il pensiero, diventando anche più alto fisicamente ed eretto, più raffinato, quindi più distante dalla terra, proteso verso il cielo. Tutto ciò, specialmente per quanto riguarda l’uomo moderno, ha portato a una mancanza di armonia tra i due poli, a causa di un’indebolita connessione con la terra e dell’iperattività mentale (cielo).

La reflessologia ha come scopo ristabilire l’equilibrio e l’armonia tra i due poli, il cielo e la terra e, nel farlo, parte proprio dal piede, il punto di contatto tra l’energia vitale di base dell’uomo e quella della terra. Sul piede, come anche sulla mano, esiste una mappa di tutti gli organi ed apparati dell’organismo e un massaggio o una pressione su queste zone che corrispondono a organi specifici, stimola il potere autocurativo del corpo stesso, con effetti benefici, rilassanti ed energizzanti sul corpo e sulla mente.

A testimoniare l'antichità di questa pratica è la "Tomba dei Medici" a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di messaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

 

La moderna reflessologia

 

Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Il “padre” della moderna reflessologia è l’otorinolaringoiatra americano William H. Fitzgerald (fine ‘800-primi ‘900), che ha suddiviso idealmente il corpo umano in zone, delimitate longitudinalmente in 10 parti uguali ed orizzontalmente in 3, in modo da avere una parte superiore (dalle spalle al petto), una centrale (dal petto ai fianchi) ed una inferiore (dal bacino ai piedi). Ipotizzò anche che le zone del piede destro corrispondessero alla parte destra del corpo, quelle del sinistro alla parte sinistra, ma anche che il dorso delle mani e dei piedi corrispondesse alla parte frontale del corpo e ai muscoli, mentre i palmi di mani e piedi alla parte posteriore e agli organi interni.

Per stimolare l’energia del corpo, riequilibrare, rilassare, occorre effettuare un massaggio o delle leggere pressioni ai piedi in corrispondenza delle zone specifiche delle parti del corpo ove è necessario ristabilire maggiormente l’energia (plesso solare e polmoni per regolare la respirazione, distendere e rilassare tutto il corpo e di riflesso anche la mente, fianchi e zona bassa della schiena per lombalgie e tensioni muscolari, contrazioni spastiche…).

Il massaggio zonale può essere quindi effettuato durante la gravidanza per preparare al parto (fisicamente e psicologicamente) e per aiutare la donna in travaglio a sopportare meglio il dolore e la fatica. È importante stimolare sia la zona destra che quella sinistra contemporaneamente.

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